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mercoledì 18 gennaio 2012

Trogloditi & Co.

Il mio fidanzato conosce bene tutti coloro che io chiamo "Amici".
Del resto sono talmente pochi che si contano sulle dita di una mano.
Appena ho deciso di farlo entrare nella mia vita a tempo pieno, ho anche provveduto da subito a presentarlo alle mie amiche, un po' per ottenere la loro approvazione e un po' per testare la sua capacità di relazionarsi con qualcuno che non faccia parte del suo ambiente.

Tra questi ce n'è uno, l'unico maschio che definisco Amico, che conosco da anni e che prima di fidanzarmi sentivo ogni giorno.
A. non è gay ma chiunque lo conosca ne carpisce fin da subito la sensibilità e quel tocco di isterismi tipicamente femminili che lo fanno diventare amico di quasi sole donne, trovandosi puntualmente single in contesti dove spesso le "femminucce" finiscono per fidanzarsi.

Dopo una decennale esperienza con ragazzi che tendevano a farmi metter da parte gli amici, con il fidanzato ho deciso di impegnarmi ad equilibrare la vita da "sposata" con quella di Amica (non più festaiola come una volta, ma certo socievole ed affidabile).
Sento spesso il mio amico A. che, per via della sua sensibilità, soffre molto il distacco anche solo telefonico per più di qualche giorno da quelli che reputa i suoi amici.
Lui del resto non lavora nè studia, dunque immagino che le sue giornate risultino spesso molto vuote e noiose, fino al punto che fosse per lui mi telefonerebbe un paio di volte al dì per sentire che combino e, vi assicuro, prima che mi fidanzassi lo faceva puntualmente.

Pur mettendo tutti i paletti possibili, ad ora spesso si preoccupa se mi sente un po' fredda e si precipita da me per capire cosa succeda, quando invece il mio atteggiamento è spesso dovuto agli infiniti stress quotidiani e al fatto di avere un fidanzato molto tradizionale che lega la figura di "maschio-femmina" unicamente ad un rapporto di coppia e mai ad uno di amicizia.

Così mercoledì scorso ho invitato il mio amico A. a cena da me.
Ho avvertito il fidanzato di tale invito e l'ho esteso anche a lui, ricevendo l'ennesimo diniego.

Arrivando al portone di casa, il mio Amico ha incrociato una mia vicina e collega di lavoro che gli ha chiesto chi fosse e gli ha permesso di salire (ebbene si, i cazzi suoi non se li fa proprio nessuno).
Abbiamo passato una serata a suon di telefilm e chiacchiere e poi se n'è andato.
Fino all'una di notte, però, non ho chiuso occhio per via di alcuni vicini che han deciso di fare una festa casalinga infrasettimanale con musica alta fino a tardi. Mi sono messa le cuffiette e ho cercato di riposare le mie membra stanche.

Due giorni dopo il fidanzato mi fa: "L'altra sera non hai sentito nulla?"
Mi ero chiesta di cosa parlasse finchè non mi è tornata alla mente la festa dei miei vicini e gli ho riportato la notizia e il mio relativo astio nei confronti di chi non ha molto rispetto per chi lavora.

Dopo mie insistenti domande al perchè del suo "muso lungo" e del suo atteggiamento freddo, vengo a scoprire che la mia vicina che ha aperto al mio amico aveva spettegolato con uno dei suoi innumerevoli amanti, un collega del fidanzato, il quale collega ha detto lui: "Ieri non hai sentito il baccano che hanno fatto i vicini di Giorgia?"
E lui, furbo come una volpe, gli ha risposto "No, ieri non ho dormito da Giorgia!"
Il maligno lingua-lunga, allora, gli ha chiesto "Strano, perchè mi hanno detto che è salito un ragazzo da lei ieri sera!
E il genio del mio ragazzo: "Si, un suo amico, era a cena da lei."

Indovinate cosa ne è uscito?
Il suo collega si è accorato ad altri dicendo al mio fidanzato che è un cretino se mi permette di mancargli di rispetto in questo modo (???) e che se le loro mogli facessero altrettanto le picchierebbero.

Ho discusso a lungo col fidanzato sulla questione.
Gli ho spiegato innumerevoli volte, già in passato, che preferisco un uomo che mi controlli ad uno che faccia il geloso senza motivo.
Non sopporto ulteriori ansie e non amo dover dire bugie solo per tranquillizzarlo.

E poi, siamo sinceri, se devo fare le cose di nascosto non sono così idiota da farle sotto il naso di tutti!

Così lui ha promesso di rilassarsi un po', di prendere atto della mia onestà e di smetterla di mettermi certe ansie addosso.



Io però, lo ammetto, il boccone non l'ho mandato giù.
Ieri ho visto il collega del fidanzato (anche mio collega, of course) e l'ho preso da parte.
L'ho letteralmente (ma velatamente) minacciato, aprendo un sorriso enorme e chiedendogli a brucia-pelo:
"Per caso non ti piaccio? Pensi che non vada bene come fidanzata per LUI?"
E' rimasto dapprima spiazzato per poi inventare una marea di bugie sul fatto che Lui è geloso di suo e non per colpa di chi maligna su di me.

Allora gli ho spiegato una cosa molto semplice:
"Sappi che io tengo a Lui più di qualsiasi cosa al mondo, e chiunque si metta tra di noi rischia di finire davvero male, questo te lo dico perchè so che non mi conosci bene e potresti pensare anche male di me, ma è bene che tu sappia che non sono una persona ragionevole quando si toccano i miei affetti e, anzi, posso diventare molto molto cattiva!"

Ricordo come fosse ieri (uppps....era ieri!) la sua faccia.
Se n'è andato tutto incazzato e offeso dalla mia "insinuazione", ma io sapevo di aver colpito a segno.
Torna dopo cinque minuti con la coda tra le gambe, mi assicura che pensa solo bene di me e che se sto col fidanzato è perchè lui ha indagato a fondo su di me e gli ispiro fiducia. Poi cerca in tutti i modi di far passare per geloso il mio fidanzato, dicendo che sono io che debbo rassicurarlo.
Gli spiego che io faccio quel che devo fare e che gli altri si devono fare gli affari loro, altrimenti rischiano che io mi comporti nello stesso modo con le loro mogli (che sono più cornute dei cervi).

Se ne va.

Dopo mezz'ora esco dall'ufficio e telefono al mio ragazzo. Tutto tranquillo mi dice che "il collega" l'ha chiamato e gli ha detto che mi sono incavolata e l'ho minacciato.
Gli ho spiegato come sono andate le cose e lui sembrava l'uomo più felice ed innamorato del mondo.

Non so cosa l'abbia tranquillizzato tanto, ma ho imparato che quando ci sono cose che non vanno bene o persone che ficcano il naso, bisogna metter da subito un freno alla fantasia di gioco di questi soggetti, facendogli conoscere, se necessario, anche la parte più brutale e vendicativa del proprio carattere.

E dunque annoveriamo un'altra vittoria a segno per Giorgia e l'ennesima sconfitta (dopo la lettera anonima) subita dagli avversari!!
Yeah!

lunedì 7 novembre 2011

Un disegno più grande

Charlotte: "Questa storia deve finire. Sì, è una cosa tragica. Tu sei innamorata e non ha funzionato. Ma adesso è arrivato il momento di chiudere con lui ed andare avanti con la tua vita. Prima è, meglio è. Lo sanno tutti che nella vita ti spettano solo due grandi amori. Io ne ho avuto solo uno: Trey."
Carrie: "Mi rifiuto di definire l'amore in un senso così ristretto."
Charlotte: "Oh ma dai Carrie: Aidan e Big!"
Carrie: "Uno e due. Stando alle tue teorie io ho chiuso. Ormai è troppo tardi, hai detto che non ho più speranze.
Qui giace Carrie: ha avuto due amori e centinaia di scarpe!"


A volte rido ripensando a certe frasi di quel telefilm che ha fornito tanti spunti di riflessione a me che ho formato la mia consapevolezza del sesso a pane, uomini e "Sex and the City".

E quando, sempre più spesso, mi ritrovo a riflettere su quel temibile dubbio che da un paio d'anni mi porto appresso, mi rendo conto di quanto noi esseri umani riusciamo a incasinarci la vita da soli, pur di non violare certe nostre rigide regole auto-imposte che ci fanno vivere con la certezza di non sbagliarne una.

Sono una persona "rigida" nei miei principi e nelle mie regole.
A mia discolpa posso dire che con gli anni sono riuscita ad elasticizzarmi parecchio, svincolandomi da certi classismi dovuti alla mia repulsione innata per tutto ciò che fosse "mediocre".
Un fidanzato mediocre nel campo lavorativo o sociale, ad esempio, fino a 4 anni fa per me era qualcosa di impensabile.
Rispetto alle mie coetanee ho sempre avuto lavori con stipendi favolosi, vestiti alla moda, fidanzati grandi (o fin troppo maturi per me) e ricchi da far schifo.
Ho goduto dello sbocciare della bellezza, del ragionato studio dell'arte oratoria e della consapevolezza della mia grande capacità di ammaliare (a discapito, lo ammetto, di una componente essenziale di modestia che spesso m'ha resa antipatica agli occhi di molte).

Ed è per mantenere una certa coerenza con queste mie caratteristiche personali e convinzioni granitiche che ad un certo punto della mia vita ho deciso di troncare di netto una relazione fantastica con un uomo (anche se a 32 anni ormai si chiamano ancora "ragazzi") che mi amava e che amavo davvero e con cui ero felice come non mai.

Sicuramente P. ha cambiato il mio modo di vedere il mondo, regalandomi supporto e serenità, aiutandomi ad esser sempre ottimista e piena di vita e facendomi riscoprire il mio lato "bambinesco" perchè, come amava dire lui,
"sei una giovane con problemi da grande, ma devi svecchiarti o ti sveglierai a 40 anni con la voglia di fare la bambina!"

E così ho passato con lui due anni da sogno in cui tutto era fantastico, idilliaco.
La ricchezza della sua famiglia gli permetteva di fare il giovane Peter Pan a spasso per il mondo e aveva smesso di passare la sua vita in viaggio solo per me.
Mi portava spesso alla scoperta di posti esotici, passava con me ogni mio attimo libero e viveva di interessi che io non avrei mai coltivato, come fotografare gente nei locali romani, passare le nottate alle feste più cool e ampliare il suo gruppo d'amicizie sempre molto altolocate senza badare però alle questioni meno effimere.

Cominciai a sentire un peso forte allo stomaco quando le mie conoscenti, mie coetanee, iniziarono a fare cose "da grandi" battendomi di gran lunga per tempi e modalità.
C'era chi si metteva a figliare a soli 21 anni, chi decideva di convivere e chi progettava matrimoni.
Io invece vivevo a casa di mamma e avevo un lavoro da assistente che mi succhiava la vita.
Facevo la puttana a tempo perso e sentivo molte responsabilità addosso, come un'incalzante richiesta del mio angioletto interno di prendere coscienza che era arrivato il momento delle grandi decisioni.

Ricordo ancora quella nostra accesa discussione.
La prima in due anni.
Aveva litigato con sua madre per una questione per me inconcepibile.
Non riteneva infatti adeguato, per una signora di così elevato livello sociale e culturale, che lei si mettesse ogni mese seduta alla scrivania a fare conti su bollette, affitti e spesa.
Lui, che viveva in un mondo dorato dove ogni cosa era spesata a monte, non riusciva a prendere coscienza che nella vita ci sono delle responsabilità da affrontare e che non tutti hanno una casa pagata, un lavoro che dia da mangiare e una famiglia da mantenere.
Dai suoi occhi ciechi di sognatore, traspariva ottimismo.
Nei miei lucidi di cinismo si è sempre letto un certo senso pratico dovuto forse alle mie origini umili.

Così, di punto in bianco, lo lasciai.
In realtà mi convinsi che era la soluzione più logica e razionale da prendere.
Un bambino che non voleva diventare uomo, a cui non veniva nemmeno in mente l'idea di una famiglia, di una casa o di costruire un qualsivoglia futuro.

Ho patito dolori degni del giovane Werther, ma l'ho fatto con la convinzione di esser nel giusto.
Vedere soffrire un uomo ottimista, uno che t'ha dato così tanto, poi, è stato davvero un brutto colpo.
M'inseguì per mesi con rose, biglietti, messaggi, apparizioni a sorpresa con tanto di dichiarazioni e poesie.
S'improvvisò uomo vissuto e mi disse che mi avrebbe sposato l'indomani a Las Vegas, se era questo ciò che poteva rendermi felice.
Che avrebbe smesso di viaggiare o di rincorrere sogni che non ritenevo adeguati.
Tutto purchè fossi tornata sui miei passi e mi fossi abbandonata al nostro amore.

Non sarò ipocrita nel descrivere ciò che davvero ero in quel periodo:
"Stronza cinica" era l'accoppiata d'aggettivi che più mi si addiceva.

Tante volte davanti alle sue plateali dimostrazioni d'affetto pensai di tornare sui miei passi.
Odiai me stessa quando fui così stronza, a mesi dalla nostra rottura, da accettare un suo invito per andare all'Opera; invito che lo aveva indotto a sperare in un mio ripensamento.
Non capendo che io volevo solo vedere la Carmen.

E continuai ad infilarmi in storie pazzesche con uomini grotteschi, ragazzacci spericolati e personcine noiose e di tutto rispetto, pur di non pensare a lui.
Feci soffrire davvero molti ragazzi in quel periodo, usandoli come fazzoletti e buttandoli via con lo stesso riguardo.

Ma ero convinta delle mie convinzioni.
Una volta presa una decisione non si torna indietro o si passerà per imbecilli.
In base a questa idiozia di percezione mi condannai ad altri due anni di sofferenze, finchè non ho conosciuto lo splendido uomo che ora accompagna ogni mio giorno.

La cosa che fa più male, ora come ora, è sapere che un uomo che hai amato tanto ha sofferto le pene dell'inferno per colpa tua.
Ed è stato quando si è fidanzato con una bella e giovane donzella che sicuramente più si confaceva alla sua vita "nomade", che ho capito quanto dolore può portare una grande storia che si chiude.
I ricordi sono indelebili e le domande sempre troppe.

Io so con certezza che non potevamo continuare a stare insieme e che ho preso la giusta decisione per il mio futuro.
So con certezza che non potrei tornare indietro.

Ma a volte mi domando come sia possibile aver amato tanto e continuare ad andare avanti con un'altra persona convinti di amarla davvero.

Forse è vero che non esiste un unico grande amore nella vita, e che in fondo è solo questione di incastri e di concomitanza di intenti.

Forse ha ragione chi ha scritto che nel mondo esistono tantissime metà compatibili ma che è solo molto difficile incontrarle.

L'unica cosa che ho imparato, per certo, è che sono una persona volubile in amore, e non così glaciale come con orgoglio ero convinta di essere.

Vittima della mia fame di felicità, ormai non do mai nulla per scontato, compresa sicuramente la stabilità di un rapporto che per quanto fantastico potrebbe dissolversi da un momento all'altro senza che io me ne accorga, come ha imparato P. per colpa mia.

E se P. ora è felice e io sono innamorata, forse tutto questo ci ha semplicemente insegnato che la vita fa schifo, a volte, ma che c'è sempre uno scopo più alto, un obiettivo e un disegno grande per tutti noi.
Un disegno, però, che dobbiamo fare con la nostra stessa mano perchè da soli, gli eventi, non accadono mai.

giovedì 3 novembre 2011

Amore



Leggo spesso blog a destra e sinistra e, anche se spesso non commento, ne ricavo fin troppi spunti di riflessione.
Così accorgendomi di quante dolci e fantastiche donne siano alle prese con cocenti delusioni amorose mi rendo conto ogni giorno di più di quanto sia fortunata ad avere il mio splendido tesoro.

Stamani mi sono svegliata con il suo braccio che mi cingeva un fianco mentre l'altra mano mi accarezzava dolcemente i capelli.
La sensazione di calore e dolcezza che mi ha regalato è qualcosa che a parole non riuscirei mai a spiegare, ma che mi accompagna ancora dopo ore che, a malincuore, l'ho dovuto lasciare andare a lavoro.

Lo amo davvero, amo il suo esser fermo e irremovibile sui proprio principi ed esser sempre disposto a piegarsi ai miei piccoli bisogni.

Come ad Halloween quando siamo usciti a cena con gli amici e mi ha supportata nel mio infantile tentativo di far mettere a dieci trentenni una mascherina sugli occhi e andar in giro mascherati.

Come ieri che c'era il compleanno di una mia amica, una cenetta informale per pochi intimi al ristorante cinese.
Cucina cinese + uscita infrasettimanale costituivano l'accoppiata perfetta perchè LUI mi dicesse di no.
E invece s'è piegato a provare per la prima volta nella sua vita un pollo alle mandorle e a far tardi anche se stamani alle 6 era pronto per andare al lavoro.

E ha scherzato e riso con i miei amici, e mi ha riempita di coccole al risveglio, mi ha accarezzato il pancino dolorante e sussurrato dolci parole nelle orecchie.

E poco fa, quando è venuto a prendere il caffè in pausa pranzo, mi ha ripetuto come ogni giorno quanto mi ami.

Lo so, faccio schifo. Sono zuccherosa da portare chiunque al diabete.

Ma questa sono io con Lui.

Una "me" così innamorata da non capirci più nulla e da amare tutto il mondo come fosse illuminato di una luce diversa mai vista prima.

giovedì 20 ottobre 2011

Bollenti spiriti



Non c'è niente da fare.
Per quanto i miei clienti siano così carini da preoccuparsi sempre del mio benessere fisico, oltrechè economico, l'Amore che mi fa girare la testa, il sesso più bollente e che più di tutti mi sazia è quello col mio Uomo.

A volte mi domando come sia possibile che nella vita proprio quello che vorremmo più spesso con noi risulti invece più raro da trovare.

Insomma, se voglio del sesso ad arte ne ho a bizzeffe, se voglio fare l'amore col mio ragazzo devo aspettare come un micetta che lui sia dell'umore giusto, che non sia troppo stanco, che sia tranquillo e rilassato.

Quando sei abituata ad avere gente che ti salta addosso, ti rendi conto di quanto possa esser svilente un uomo che aspetta sempre una tua iniziativa.
E spesso, anche dopo essa, lui si fa desiderare e rimane un casto compagno abbracciato a te nel letto.

Ma perchè fa così?
Gliel'ho anche spiegato (c'ho girato intorno tantissimo prima di riuscire a parlargliene) che se dormiamo insieme e 4 giorni su 5 lui mi si addormenta accanto, poi il quinto sono io a saltargli addosso.
Ed è normale che non mi vada di passare sempre per un'aggressiva micia in calore.

Così pare che solo quando gli anticipo che lo sto invitando per farmi un po' "coccolare" allora lui si prepara mentalmente e mi regala momenti di vera passione amorosa.

Non so che pensare.
Eppure ogni volta che mi è vicino i suoi umori quasi esplodono nei pantaloni.
Glielo dico spesso, di come amo le sue erezioni che gratificano il mio ego come nessun altro.
Ma certo non si può ogni volta raffreddare a forza i bollenti spiriti.
Rischio di impazzire così!

Ma secondo voi che devo fare???

venerdì 14 ottobre 2011

Svolte...



Il fidanzato ha perso la brocca.

Ieri ha iniziato un discorso serio, tutto impettito com'era per l'evidente sforzo di programmare un cambiamento serio e importante nella sua vita, e ha iniziato a raccontarmi che a dicembre 2012 finirà di pagare le cospicue rate della macchina (un' Audi che gli costa come un Porsche), che poi per 4 o 5 mesi metterà gli stessi soldi da parte e poi...
"prendiamo un appartamento insieme!"
.

Per quanto il diavolo razionale dentro di me cercasse di suggerirmi di andarci cauta, qualcos'altro ha preso il sopravvento, ed ho urlato di gioia.
Ho passato gli ultimi dici anni a destreggiarmi tra 3 importanti storie con uomini veramente molto più grandi di me.
Una dopo l'altra, queste esperienze mi hanno convinta che gli uomini non sappiano assolutamente impegnarsi seriamente e con determinazione su un obiettivo di coppia, se non costretti da situazioni quali gravidanze non programmate o genitori autoritari che imponevano un limite temporale al periodo del cazzeggio giovanile.

Ma non pensavo che dando la possibilità ad un mio coetaneo di dimostrare il proprio valore, potessi rimanere piacevolmente stupita nello scoprire che la maturità non è affatto una questione anagrafica.

Questo giovane pulzello, invece, mi stupisce ogni giorno con la sua motivazione, la sua serietà e razionalità.
A soli 24 anni ha accumulato 9 anni di lavoro alle spalle, come ho fatto io.
Tolti tutti gli sfizi del mondo, dall'automobile costosissima alle vacanze folli, dalle serate in discoteca ubriachi agli after hour lavorativi, è ormai da un anno e mezzo che lo conosco e che lo sento ripetere che sta costruendo la sua casa, che vuol acquisire delle proprietà in Calabria, che vuol aprire un magazzino edile proprio.

E la cosa che amo di me, e che tutti i miei ex mi hanno sempre riconosciuto, è che ho come il dono di motivare le persone nel conseguire anche gli obbiettivi più difficili, al punto che spesso in passato ho trovato io per gli altri una vera passione da trasformare in fortuna.

Il mio primo fidanzato, 4 anni insieme, amava "azzardare" nuove scommesse economiche.
Gli ho fatto investire qualche centinaia di euro in capi d'abbigliamento, gli ho aperto un negozio online di moda e l'ho avviato al mondo dell'imprenditoria.

Il mio secondo fidanzato, figlio di un mondo di ricchezza e agi, non riusciva a trovare uno scopo nella vita, ricco come era nato, senza bisogno di lavorare e senza voglia di studiare.
Gli ho regalato per natale una macchina fotografica professionale e un corso di fotografia. Ora fa il fotografo in giro per il mondo e potete scommettere che diventerà "qualcuno".

E la mia terza storia "importante", durata appena il tempo per lasciarmi col cuore distrutto, mi ha visto rispedire a casa un ragazzo di paese che lottava per diventare "qualcuno" in città, nel mondo dello spettacolo, senza rendersi conto che avrebbe potuto costruire tanto nel suo paese.
"Hai i mezzi necessari per aprire una rivendita di legna accanto al magazzino edile di tuo padre, io fossi in te non ci penserei un minuto di più".
Non dimenticherò mai le ultime sere passate insieme a stilare il programma di investimento sui macchinari necessari per quel progetto.
E...indovinate un po' cosa fa ora il mio ex?
ahahah, avete capito bene! Rifornisce di legna mezza campagna romana!

La vita è proprio strana, ci regala forti emozioni anche se poi i dolori lasciano sempre un solco tremendo e insanabile.

Ho deciso ormai da tempo che io quel solco non voglio nemmeno considerarlo, e che qualsiasi cosa accada sul mio percorso, io continuerò sempre fiera e contenta di essere me stessa libera da ogni costrizione.

E ho deciso di dare una possibilità a questo splendido ragazzo, la possibilità di realizzare un sogno insieme, impiegando ogni mezzo per raggiungere il nostro obbiettivo.

E poi, chissà, vedremo la vita cosa ci riserva!

mercoledì 12 ottobre 2011

Sesso, Amore e Soldi

Ci sono tre cose di cui non posso fare a meno nella vita.

Sesso, Amore e Soldi.




Mi hanno descritta spesso come una innamorata dell'amore, più che degli uomini e, per anni, mi sono ribellata a questa definizione trovandola così umiliante da rifiutarla con tutta me stessa.
Finchè poi non ho capito che in fondo forse hanno ragione, sono innamorata dell'amore perchè quando sono "single" divento una iena con progetti quali la conquista del mondo, l'uccisione di ogni concorrente in ogni campo e la coltivazione accanita di azioni eccessive e provocatorie nei confronti di tutte le regole sociali imposte.

Ma quando sono "in coppia" divento un angelo che trova la propria pace. Mi dedico al mio uomo, riscopro un equilibrio quasi etereo e adotto una stabilità che mi rende la persona più saggia dell'universo, in grado di superare grandi dolori e combattere battaglie degne di un guerriero.

Amo i soldi.
Li ho sempre amati.
Forse non è un caso che a 13 anni passassi già tutti i pomeriggi dopo scuola a lavorare e appena un anno dopo fossi l'adolescente più ricca del quartiere.
Amo guadagnare, accumulare, contare le banconote una ad una, inserendo in un foglio Excel tutti i miei conti come una vera maniaca certosina, sviscerando schemi statistici sulle mie spese per controllare qualsiasi eccesso.
Il momento che più amo è quello che precede la mia visita in banca.
Seduta sul letto riverso i miei soldi sul copri-piumino, li conto due volte, arrotolo le banconote con un elastico, compilo il modulo bancario e poi mi reco in banca a versare.

Amo il sesso.
Il sesso come sfogo di ogni istinto primordiale e il sesso come somma arte divina.
Amo creare desiderio ed aspettative per poi assecondare il partner in ogni sua fantasia.
Adoro analizzare la psicologia del mio cliente per poi sorprenderlo regalandogli esperienze che non sapeva nemmeno di desiderare.
Amo sentire ognuno di loro decantare le mie qualità e tessere lodi alla mia bravura.
Amo sentirli parlare apertamente come farebbero con uno psicologo, vedere come riesco a farli sciogliere completamente.
Amo sentirmi penetrata da un uccello eccitato mentre gli occhi del suo proprietario sono fissi su di me.
E mentre ansimo di piacere, amo vederli compiaciuti del modo in cui riescono a soddisfarmi, di come la loro virilità torni alla ribalta d'improvviso, spazzando via ogni problema della loro vita, ogni frustrazione dalle loro giornate.

Ma più di tutte queste cose amo la Libertà, irrinunciabile presupposto che mi permette di scegliere come vivere la mia vita, cosa amare senza esser costretta a scegliere.
E per quanto qualcuno insista nel propormi questa necessità come segno di poca saggezza, preferisco esser libera e immatura che saggia e schiava.

martedì 4 ottobre 2011

Piccole attenzioni



Da qualche giorno il Fidanzato è diventato tutto assieme premuroso e "poeta" come invece aveva anticipato non sarebbe mai diventato.

E' ovvio che con gli anni e le brutte esperienze, anche io in coppia abbia imparato a comunicare ciò che voglio o vorrei con delicatezza, a esprimere i miei sentimenti e a
indagare su quelli del partner, invece di nascondere la testa sotto la sabbia come facevo prima, e cercando di risolvere i problemi che si presentano.

Onestamente non avrei mai creduto che tutte queste cavolate lette sui libri di pseudo-psicologia di coppia potessero avere un qualche fondamento.

Così ho semplicemente tentato di spiegare al mio uomo quanto io ami le attenzioni.
In realtà glielo dissi fin dal primo giorno che decidemmo di frequentarci, anzi, fin da quando eravamo solo amici.

Ma ovviamente gli uomini hanno un linguaggio diverso dal nostro così, nei mesi, diverse volte ho tirato lì battutine mirate a spiegargli cosa mi piacerebbe, finchè un bel giorno gli ho detto tutto ciò che pensavo:

"Perchè non mi dici mai che mi trovi carina?"
"Perchè non sono un poeta, te l'ho sempre detto, e se sto con te è ovvio che ti trovi carina".
"Si, ma se hai notato, quando cucino e mi fai i complimenti, mi metto lì più volentieri e la volta dopo mi impegno di più" - gli ho spiegato - "Così se ogni tanto mi dici cosa pensi di me, anche solo esteticamente, continuerò sempre a curare me stessa senza pensare che a te non importi niente se vado in giro come una vecchia zitella o se mi metto in tiro!"

Lo so, son discorsi infantili, banali e superficiali, ma io vivo delle attenzioni del mio uomo, dei suoi complimenti e del suo affetto e, per quanto ognuno abbia il suo modo di dimostrare i propri sentimenti, è bene anche spiegare alla persona che si ama cosa veramente può renderci felici anche solo per un attimo.

Ebbene, deve aver funzionato perchè ora i complimenti, seppur sempre misurati, sono fioccati tutti insieme.
Il mio sguardo raggiante che deriva da un suo segno d'affetto deve averlo colpito, perchè sembra cambiare espressione, quasi affamato di abbracci e soffocato dalla voglia di sentirmi spesso.

Allentare la corda dopo i primi mesi di una storia, è un fattore fisiologico.
Così tento di non chiamarlo spesso come prima quando sono a lavoro, so che lui è concentrato e so che quando lavora spesso è nervoso, ma questo nuovo mio atteggiamento sembra averlo reso più insicuro, spesso mi chiama lui, scherzando sul fatto che ormai non penso più a noi quando lavoro, e... "Chissà a chi pensi!"

Sono piccole attenzioni, piccoli segnali, ma come tutto ciò che lo riguarda, mi fa impazzire d'amore, mi scalda il cuore e mi fa sentire davvero desiderata.
E una cosa è certa: non baratterei mai tutto questo per nulla al mondo, nemmeno per cento milioni di euro!!

mercoledì 21 settembre 2011

Rotture



Sono in totale confusione.
Pausa pranzo.
Preparo uno splendido banchetto per il mio Uomo.
Finito di mangiare, per la prima volta da quando siamo insieme prende iniziativa e mi butta sul letto.
Ha pochissimo tempo, tra venti minuti deve stare a lavoro.

Mi spoglia e si infila il profilattico.

Fare l'amore col proprio ragazzo non dovrebbe essere una cosa così eccitante per una prostituta, invece con lui è sempre un'esperienza unica e oggi più di sempre.
Sarà per quella sua aria sicura, così virile, sarà per le sue braccia possenti che tengono fermi i miei fianchi mentre mi penetra da dietro.

Per la prima volta mi ha presa alla sprovvista, niente preliminari e io sono secchissima.
Ma non importa, semmai è ancor più piacevole sentirlo entrare con forza.

Veniamo in fretta, ci diamo un paio di baci e subito mi esce una montagna di liquido dalla fica.
E' la prima volta che mi capita, penso sia colpa della secchezza e corro in bagno a lavarmi.

E' stato un attimo.
Ricordo solo lui che tira fuori tutte le madonne e diventa scurrile come non lo è mai stato.
Mi indica il suo uccello, mi dice qualcosa ma tutto nelle mie orecchie diventa ovattato.

In tanti anni di sesso sporco, violento, occasionale, piacevole, frettoloso o folle mai e poi mai mi è capitato.

Il profilattico gli avvolge l'uccello alla radice.
E poi più niente.
Rotto, sfondato, come un cappello che si trasforma in sciarpa.

Non so dove ho trovato la calma di lasciarlo lavare e rimandarlo con un bacio a lavoro.

Ho trattenuto ogni riflessione finchè non ho chiuso la porta e sentito partire la sua macchina.
Ho trattenuto le imprecazioni finchè non ho contato i giorni dall'ultimo ciclo.

Sono tornata in ufficio, alla mia infernale giornata lavorativa più incasinata di sempre.
Ho chiuso la mente ai pensieri negativi ed ho pensato solo al lavoro.

Ed ora che il lavoro è finito andrò in palestra a sudare, a buttare via dal corpo ogni fremito di rabbia e di paura.

E poi....poi aspetterò con ogni mio atomo questi quindici giorni che mi separano dal test di gravidanza.

E che il cielo ce la mandi buona!

martedì 20 settembre 2011

Complimenti



Negli ultimi due giorni i miei clienti mi hanno fatto nell'ordine i seguenti complimenti:
- "baci benissimo!"
- "hai delle labbra splendide, lo sai?"
- "i tuoi seni sono fantastici!"
- "adoro il tuo culo!"
- "sei sicura di non aver studiato dizione?"
- "fai dei massaggi paradisiaci"
- "Ti scoperei fino a domani"

Negli ultimi due giorni il mio fidanzato mi ha fatto il seguente complimento:
- "Sei una fica!"

Ah...l'amore!!