venerdì 5 aprile 2013

Con gli uomini è tutto più semplice (?)

Tutto prende forma sotto quelle splendide, morbide, mentite spoglie donate da un bicchiere di Gewurztraminer.
Lui è lì e si sente quasi obbligato a dimostrare la sua mascolinità perchè ho passato il pomeriggio a piangere rinfacciandogli che non è un uomo colui che non mi vuole e non mi cerca, colui che, unico al mondo, non vuole approfittare delle mie membra indifese buttate sul letto accanto a lui.
Eppure ci sono così tanti ragazzi, uomini, pervertiti lì fuori; tanti che vorrebbero quello che per lui è così semplice prendere con un solo gesto.
"Non sono abituato a chiedere" - continua a ripetere - "Mi piace quando a provocarmi sei tu!"
Eh già, a provocarlo sono io, da due anni ormai, e lui continua a far la parte dell'innocente inseguito dalla mangia uomini.
E nelle mie manie introspettive so che l'errore è mio, che quando l'ho conosciuto ho rifiutato il suo primo invito e da allora non si è più fatto avanti, finchè non ho preso io la situazione in mano.
Probabilmente fosse stato per lui sarebbe finito tutto lì, davanti a quel mio primo "Stasera non posso, ho l'estetista".
Ma in fondo era vero, non si trattava di una scusa. Erano le 18 quando mi chiese di uscire, di andarci a mangiare una cosa insieme quella stessa sera.
Ma io non sono una che rimanda un appuntamento, se non forse per questioni di lavoro, così rimasi quasi contrariata di quell'invito istintivo e poco convinto.
E da quel mio "No" lui non fece più un passo.

Mi prende e mi sbatte come non faceva da mesi, ha deciso che deve dimostrarmi che mi ama. Il mio discorsetto ha colpito nel segno e lui si impegna come non mai per rendermi felice e sazia. "Tu non devi chiedere, tu devi prendere! Sono tua e tu non mi vuoi, non capisci quanto è frustrante?".

Due giorni prima ho trovato l'ennesimo biglietto sulla macchina. L'ennesimo anonimo/a che ha qualcosa da dire e che cela il proprio volto dietro una scrittura stampatello appositamente irriconoscibile.
Un messaggio casto, un augurio per la Pasqua indirizzato a me, "Bella", mi definisce.
Ringrazio mentalmente, e subito ecco di nuovo assalirmi l'ansia e la paura.
Do sempre troppa confidenza alle persone. Il mio ufficio si è trasferito qui solo da luglio scorso e già conosco tutto il quartiere, baci e abbracci con tutti, dal parrucchiere ai baristi, passando per tutti i negozianti e i dipendenti degli uffici.

La mia titolare, Monica, insiste nel dire che sono una commerciale nata e che dovrei riflettere sul fatto di cambiare ruolo nell'azienda.
Sia chiaro, lei mi definisce "la migliore nel mio lavoro", ma i suoi 25 anni di esperienza da commerciale per aziende di design e arredo ufficio la rendono una procacciatrice d'affari veramente superba, oltre chè una donna di una classe impareggiabile, e credo di dover accogliere con doveroso rispetto e compiacimento un complimento come questo.
Avere una donna per titolare è un'esperienza del tutto nuova per me.
Quasi spiazzante.
Nessuno mi ha mai insegnato a rapportarmi con le donne, credo sia perchè si pensa sia scontato che una donna possa riuscirci.
Mia madre mi ha sempre messa in guardia contro gli uomini e, devo ammetterlo senza un filo di modestia, in questo sono bravissima.
Ma con lei, a un anno dall'assunzione, ancora non abbiamo rotto quel sottile distacco professionale che ci divide.
Lei cerca di farmi complimenti che io respingo.
Io non sono capace di far complimenti ad una simile donna perfetta.
Sarebbe troppo, credo.

Monica mi stimola, mi costringe a crescere professionalmente. Mi fa intrattenere rapporti seri con i clienti, mi rende responsabile di questioni delicate, ogni tanto mi spedisce al nord con una Freccia di prima classe per curare quelli che sono i clienti con maggior fatturato.

Ritrovarmi a discutere di lavoro, a soli 24 anni, con super manager di altissimo livello, senza esser nuda in un letto di un hotel a 4 stelle....beh, devo ammetterlo, è qualcosa a cui non riesco proprio ad abituarmi.

Del resto con gli uomini mi rapporto molto più facilmente. Con loro è più semplice, soprattutto nel lavoro o in amicizia:
1) loro vogliono portarti a letto
2) tu te la tiri e giochi con le parole
3) per accorciare le distanze loro si confidano con te
4) basta poco e si ritrovano ad aver bisogno di te come confidente e come preziosa collaboratrice
5) finchè ad un certo punto non ci provano più. Hanno solo bisogno di te.

Eh si, con gli uomini è tutto più semplice.

Con tutti tranne il mio.

2 commenti:

Alex67 ha detto...

Che sciocchezze!
È da tempo ormai che mi sono convinto che le prostitute non conoscono gli uomini più di qualsiasi altra donna, se non nel modo di farglielo rizzare a letto...
Anzi forse pure meno, detto senza offesa (meglio chiarirlo subito x evitare malintesi e polemiche inutili) credo che chi fa la prostituta lo rimanga a vita: troppo tempo con uomini che in fondo si disprezzano, ma che in realtà sono normalissimi, segnano il rapporto con gli altri, i desideri sessuali li abbiamo tutti ed è normale averne, trovo molto più pervertito chi divide la propria intimità e si fa pagare da una persona al quale non si è interessati, ripeto, senza offesa...
Il mondo è pieno di uomini come il tuo, ma a forza di stare con gli altri non lo capisci e spari banalità
Probabilmente lui lo sente questo e non è convinto sullo stare con te, prima o poi ne soffrirebbe
Tu stai smettendo, lui tra un pò inizierà a frequentare le prostitute, tanto anche lui sta capendo che chi meno ama è il piu forte, almeno da come me lo descrivi mi sembra sia cosi, facciamo una gara a chi li conosce meglio... ;)

Sweet G. ha detto...

Be', grazie al cielo lui non sa cosa facevo, nè tanto meno che se ho smesso è stato solo per lui. E non certo perchè sto smettendo di amarlo ma perchè forse amo più lui di qualsiasi altra cosa al mondo, persino del mio appagamento sessuale..
Comunque mio caro Alex, prima di lanciare gare fossi in te, senza offesa ovviamente, cercherei di guardare più a fondo le questioni e di non banalizzarle, del resto io stessa lo faccio strizzando un occhio alle battute, sapendo che si scherza e si fa riferimento a questioni puramente superficiali.
Un po' di leggerezza non ha mai ucciso nessuno, non credi?