lunedì 23 gennaio 2012

Soddisfazioni di una Escort



Questa settimana i clienti sono stati davvero bambini cattivi.
Se non fosse accaduto con degli abituè, forse li avrei mandati a cagare.
Uno in particolare mi ha scritto due settimane fa per vederci di giovedì. Fissato l'appuntamento alle 13.30 mi scrive un'ora prima che è bloccato all'aeroporto e non ce la fa in tempo.
Gli dico che possiamo posticipare di un giorno, se è più comodo per lui, e non risponde nemmeno.
Si fa vivo la settimana successiva con mille scuse e chiede di vedermi di mercoledì.
Sfiga vuole che nel mio ufficio sia accaduto il putiferio e non potessi uscire, così gli chiedo di fissare in altra data e lui non può prima di sabato.
Ok - gli dico - sabato alle 15.00, prima non posso (avevo un altro cliente, sdoppiarmi non mi riesce ancora bene).
Mi scrive venerdì che sabato non ce la fa a liberarsi per le 15.00 e rimandiamo a domani, martedì.
Ora: domani ho già un altro cliente, spazio per lui ne ho ma voglio proprio vedere se ce la faremo!

Settimana scorsa, dunque, di tre clienti che dovevo vedere, alla fine m'è rimasto solo quello di sabato, il "nuovo venuto" che mi interessava parecchio conoscere.
Ha avuto il mio numero sempre per passaparola ed è da Natale che mi prega di vederci.
Sta sempre in giro per il mondo, dunque l'appuntamento è stato pianificato con cura.

Se avete letto un po' il mio blog, saprete che questo giro di clienti è partito tutto da un mio amico molto addentro alle giuste conoscenze. Lavoravo per lui, in un ufficio, e ricordo che mi raccontava tutto, persino quante volte andasse in bagno. Era un vero sporcaccione e spesso notavo che le sue fantasie più sconce si concentravano su una sua conoscenza, una certa Giorgia. Dalla curiosità alla pratica, me la fece conoscere e per la prima volta in vita mia fui colpita dalla bellezza estasiante di una ragazza che non conoscevo affatto, solo grazie ad un sorriso e alla perfezione di tutte le sue proporzioni. (fu prima di conoscere Sandra, sia chiaro)

Giorgia, una ragazza che qualsiasi altra poteva invidiare a ragione, dolce e intelligente da morire, sarcastica e bella da togliere il fiato.
Fu così che decisi di adottare questo nome, Giorgia, che non è ovviamente il mio vero nome ma che mi rimanda un'immagine chiara di come vorrei apparire ai miei clienti.
E, non mi vergogno ad ammetterlo, fui quasi orgogliosa di me quando suo padre diventò un mio cliente.

E così arriva sabato e con lui anche il mio nuovo cliente.
Quando ci incontriamo, in un motel molto molto carino ad ore (non ne conosco molti a Roma, ma questo è senza dubbio il più affidabile e pulito), inizia a parlarmi della sua vita, del "circolo" (questi miei clienti fan tutti o quasi parte di un circolo famoso di Roma, roba da ricconi per cui io non provo alcun interesse ma per loro è sempre un punto d'incontro per lavoro e svago a cui tutti danno molta importanza).

Mi diverte da matti prendere in mano la situazione quando vedo un cliente "docile" che rimane intimidito dalla situazione.
Lo accarezzo e stuzzico ogni fantasia prima ancora che ci si possa esser spogliati.
Lui diventa tutto rosso, continua a farmi dei complimenti troppo troppo carini che mi danno sempre più sicurezza.

Mi raccomanda di fare tutto con molta lentezza perchè è "molto sensibile" il chè, il gergo puttanesco, ovviamente vuol dire che viene subito.

Mi svesto donandogli uno spettacolo da soft-strip, e lui lì impietrito continua a dirmi che ho un fisico mozzafiato (o son bugiardi o son ciechi, devo ancora capire come mai i miei clienti mentano al riguardo!)
Lo bacio e lo spoglio delicatamente, sfiorando il suo corpo col mio che si muove lentamente.
Continua a tenermi lontana dal suo uccello, a dirmi che lo eccito troppo.
Decido di dedicarmi al suo collo, baciandolo e sussurrandogli paroline magiche" nell'orecchio.
Si eccita da morire nel sentirmi supplicare di esser presa e scopata.
Continuo e cerco di studiare un perfetto approccio per un cliente così, uno che rischia di venire subito e di non lasciare molto spazio ad un'esperienza unica quale quella che voglio regalargli.
Chiacchieriamo, ridiamo e continuiamo a sfiorarci finchè non lo supplico di prendermi tutta per lui.
"Ma poi vengo subito!" - mi dice.
"Vorrà dire che poi ricominceremo un'altra volta!" - lo tranquillizzo.

Non capisco questa mania dei miei clienti.
Mi pagano ad ore e son convinti di pagarmi ad orgasmo.
Se in un'ora vieni cento volte dovresti ringraziare iddio, invece di finire come quelli che in un'ora rischiano di non arrivare nemmeno ad un orgasmo e io lì a deprimermi perchè non riesco a compiere il mio supremo dovere di far godere come si deve un uomo.

Sembra eccitato all'idea che non sia una che fugge di fronte l'impegno di un orgasmo in più, e finalmente si infila il profilattico e si mette sopra di me, mi guarda in faccia con quello sguardo tipico di chi vede una torta golosa e sa che sarà tutta sua, e mi penetra chiedendomi se lo sento.
Due miei mugolii e qualche frase un po' sporca lo eccitano da morire, contrae il viso preoccupandomi parecchio finchè addirittura non finisce per piangere mentre mi viene dentro.

Mi era capitato di gente che urlasse, di altri che sussurravano, di uomini che stavano completamente zitti e di altri che facevano tremare i muri; ma di gente che piangesse proprio no.
(o forse una volta sola, ma non era un cliente e, tempo dopo, ho scoperto che era gay, dunque forse piangeva più per una questione morale interiore che per piacere).

Si accascia dolcemente e lo massaggio per farlo rilassare.
Continua a chiedermi come sto io e mi convince a farmi massaggiare da lui che si definisce un maestro nel far rilassare la moglie.
Quasi mi stende al suolo con quelle mani esperte che annullano ogni tensione nei miei muscoli ed ogni pensiero.
Mi giro e, guardandolo negli occhi, gli dico "Sposami!".
Si mette a ridere e mi confessa che molte lo vorrebbero per i suoi soldi ma non avrebbe mai pensato di conquistare qualcuno con un massaggio.

L'intesa tra noi è molto forte, lo ammetto, mi fa molte domande su di me e mi racconta un sacco di cose su di lui, continua a chiedermi dove abbia imparato a baciare così bene e io lo lusingo con mille complimenti di ogni genere finchè non lo vedo eccitato da morire.

Decido dunque di fargli conoscere ciò che meglio mi riesce e sposto i miei baci lì dove una cupola eccitata sembrava chiamarmi con vigore.
Lo vedo quasi morire di piacere, ricomincia quasi a piangere così mi fermo per baciarlo altrove. Non voglio farlo venire subito.
Mi bacia e non lascia spazio ai miei sussurri, continua a supplicarmi di farlo piangere ancora, così lo "copro" col guanto e gli salgo sopra, su e giù nella posa migliore che mi riesca.
Come una spettatrice curiosa l'osservo mentre contrae ancora i muscoli, chiacchiera parecchio, riempiendomi di domande porche e lo soddisfo in ogni senso completando il quadro con paroline che vanno a segno.
Mi tiene il bacino e io salto sopra il suo, sentendo dentro quel suo caldo uccello che si contrae.
Piange ancora e viene.
Sorride, stanco morto affianco a me.
Sdraiato mentre lo bacio mi confessa che non è mai stato così, lui.
Lui è un tipo molto freddo, dopo il sesso una stretta di mano e arrivederci.

"Tu sei così magnifica, sei più di una ragazza o di una squillo, sei come una fidanzata innamorata!"

Mi piace regalare questa emozione ai miei clienti, li vedo innamorarsi di nuovo, aprendo il cuore oltre che i pantaloni.
Mi dedicano attenzioni dolci e parole dorate.

Lo vedo pensieroso, d'improvviso, come un raptus. Ritorna alla normalità e mi confessa che ha un forte dubbio su di me.
Ed eccoci come sempre alla solita domanda: "Da quant'è che fai questo lavoro?"
Rimango sempre vaga al riguardo, so che con questo loro intendono creare un giudizio intorno alla mia persona.
"Te lo chiedo perchè non capisco come sia possibile che tu sia tanto giovane e così tanto brava!"
Viro il discorso sull'età, gli chiedo se conosce la mia e risponde di no.
Deve indovinare e, ovviamente, non ci riesce.
Quando alla fine confesso i miei 23 anni lui rimane di stucco.
"Mio dio, sei più piccola di mio figlio!" - mi fa.
E gli spiego che l'età non vuol dire niente, come dimostra il fatto che lui sembri un trentenne quando invece, per avere un figlio della mia età, non lo sia affatto.
Rimane lusingato e continua a farmi complimenti, finchè mi dice una cosa davvero carina:
Sai, mi ricordi troppo la figlia di un mio amico, una ragazza di una bellezza unica, ma tu sei più dolce e più intelligente, però me la ricordi troppo, esteticamente, potreste esser sorelle
.
Non ho retto l'emozione, o forse semplicemente il mio Ego ha preso il sopravvento, e così ho sussurrato:
"Ma dai, e come si chiama? Per caso Giorgia?"
Ha sbiancato, ha sorriso e ha declamato: "Ok, non parlo più, sennò scopro che sei davvero la sorella!"

Ahahahah!

4 commenti:

pincocarla ha detto...

WOW , Che Post , Giorgia !!!
Bisogna che mi convinca che Sabato non ero lí con voi in quel Motel .
È sorprendente come sai avvincere chi ti legge .. ;-P

Il Rompibloglioni ha detto...

Porca paletta! Anzi scusa, Casta paletta! Concordo con quanto scrive Carla, anzi ti saluto, vado a fare un "giro" con mia moglie...
Baci!!

Sweet G. ha detto...

ahahah, che spasso!!
@Carla: ma grazieeee! Dai che la prossima volta porto una telecamera così inserisco anche i filmati! ahahah
@Il Rompibloglioni: il più grande complimento che potessi farmi! Salutami la mogliettina e ricordale che 'stavolta è merito mio! ihhihi

Un bacione miei splendidi tesori!

Anonimo ha detto...

Davvero carino il tuo Blog..lo leggo sempre con piacere...vieni a dare un occhio al mio sito ..magari possiamo collaborare

http://www.escorths.com