mercoledì 18 gennaio 2012

Trogloditi & Co.

Il mio fidanzato conosce bene tutti coloro che io chiamo "Amici".
Del resto sono talmente pochi che si contano sulle dita di una mano.
Appena ho deciso di farlo entrare nella mia vita a tempo pieno, ho anche provveduto da subito a presentarlo alle mie amiche, un po' per ottenere la loro approvazione e un po' per testare la sua capacità di relazionarsi con qualcuno che non faccia parte del suo ambiente.

Tra questi ce n'è uno, l'unico maschio che definisco Amico, che conosco da anni e che prima di fidanzarmi sentivo ogni giorno.
A. non è gay ma chiunque lo conosca ne carpisce fin da subito la sensibilità e quel tocco di isterismi tipicamente femminili che lo fanno diventare amico di quasi sole donne, trovandosi puntualmente single in contesti dove spesso le "femminucce" finiscono per fidanzarsi.

Dopo una decennale esperienza con ragazzi che tendevano a farmi metter da parte gli amici, con il fidanzato ho deciso di impegnarmi ad equilibrare la vita da "sposata" con quella di Amica (non più festaiola come una volta, ma certo socievole ed affidabile).
Sento spesso il mio amico A. che, per via della sua sensibilità, soffre molto il distacco anche solo telefonico per più di qualche giorno da quelli che reputa i suoi amici.
Lui del resto non lavora nè studia, dunque immagino che le sue giornate risultino spesso molto vuote e noiose, fino al punto che fosse per lui mi telefonerebbe un paio di volte al dì per sentire che combino e, vi assicuro, prima che mi fidanzassi lo faceva puntualmente.

Pur mettendo tutti i paletti possibili, ad ora spesso si preoccupa se mi sente un po' fredda e si precipita da me per capire cosa succeda, quando invece il mio atteggiamento è spesso dovuto agli infiniti stress quotidiani e al fatto di avere un fidanzato molto tradizionale che lega la figura di "maschio-femmina" unicamente ad un rapporto di coppia e mai ad uno di amicizia.

Così mercoledì scorso ho invitato il mio amico A. a cena da me.
Ho avvertito il fidanzato di tale invito e l'ho esteso anche a lui, ricevendo l'ennesimo diniego.

Arrivando al portone di casa, il mio Amico ha incrociato una mia vicina e collega di lavoro che gli ha chiesto chi fosse e gli ha permesso di salire (ebbene si, i cazzi suoi non se li fa proprio nessuno).
Abbiamo passato una serata a suon di telefilm e chiacchiere e poi se n'è andato.
Fino all'una di notte, però, non ho chiuso occhio per via di alcuni vicini che han deciso di fare una festa casalinga infrasettimanale con musica alta fino a tardi. Mi sono messa le cuffiette e ho cercato di riposare le mie membra stanche.

Due giorni dopo il fidanzato mi fa: "L'altra sera non hai sentito nulla?"
Mi ero chiesta di cosa parlasse finchè non mi è tornata alla mente la festa dei miei vicini e gli ho riportato la notizia e il mio relativo astio nei confronti di chi non ha molto rispetto per chi lavora.

Dopo mie insistenti domande al perchè del suo "muso lungo" e del suo atteggiamento freddo, vengo a scoprire che la mia vicina che ha aperto al mio amico aveva spettegolato con uno dei suoi innumerevoli amanti, un collega del fidanzato, il quale collega ha detto lui: "Ieri non hai sentito il baccano che hanno fatto i vicini di Giorgia?"
E lui, furbo come una volpe, gli ha risposto "No, ieri non ho dormito da Giorgia!"
Il maligno lingua-lunga, allora, gli ha chiesto "Strano, perchè mi hanno detto che è salito un ragazzo da lei ieri sera!
E il genio del mio ragazzo: "Si, un suo amico, era a cena da lei."

Indovinate cosa ne è uscito?
Il suo collega si è accorato ad altri dicendo al mio fidanzato che è un cretino se mi permette di mancargli di rispetto in questo modo (???) e che se le loro mogli facessero altrettanto le picchierebbero.

Ho discusso a lungo col fidanzato sulla questione.
Gli ho spiegato innumerevoli volte, già in passato, che preferisco un uomo che mi controlli ad uno che faccia il geloso senza motivo.
Non sopporto ulteriori ansie e non amo dover dire bugie solo per tranquillizzarlo.

E poi, siamo sinceri, se devo fare le cose di nascosto non sono così idiota da farle sotto il naso di tutti!

Così lui ha promesso di rilassarsi un po', di prendere atto della mia onestà e di smetterla di mettermi certe ansie addosso.



Io però, lo ammetto, il boccone non l'ho mandato giù.
Ieri ho visto il collega del fidanzato (anche mio collega, of course) e l'ho preso da parte.
L'ho letteralmente (ma velatamente) minacciato, aprendo un sorriso enorme e chiedendogli a brucia-pelo:
"Per caso non ti piaccio? Pensi che non vada bene come fidanzata per LUI?"
E' rimasto dapprima spiazzato per poi inventare una marea di bugie sul fatto che Lui è geloso di suo e non per colpa di chi maligna su di me.

Allora gli ho spiegato una cosa molto semplice:
"Sappi che io tengo a Lui più di qualsiasi cosa al mondo, e chiunque si metta tra di noi rischia di finire davvero male, questo te lo dico perchè so che non mi conosci bene e potresti pensare anche male di me, ma è bene che tu sappia che non sono una persona ragionevole quando si toccano i miei affetti e, anzi, posso diventare molto molto cattiva!"

Ricordo come fosse ieri (uppps....era ieri!) la sua faccia.
Se n'è andato tutto incazzato e offeso dalla mia "insinuazione", ma io sapevo di aver colpito a segno.
Torna dopo cinque minuti con la coda tra le gambe, mi assicura che pensa solo bene di me e che se sto col fidanzato è perchè lui ha indagato a fondo su di me e gli ispiro fiducia. Poi cerca in tutti i modi di far passare per geloso il mio fidanzato, dicendo che sono io che debbo rassicurarlo.
Gli spiego che io faccio quel che devo fare e che gli altri si devono fare gli affari loro, altrimenti rischiano che io mi comporti nello stesso modo con le loro mogli (che sono più cornute dei cervi).

Se ne va.

Dopo mezz'ora esco dall'ufficio e telefono al mio ragazzo. Tutto tranquillo mi dice che "il collega" l'ha chiamato e gli ha detto che mi sono incavolata e l'ho minacciato.
Gli ho spiegato come sono andate le cose e lui sembrava l'uomo più felice ed innamorato del mondo.

Non so cosa l'abbia tranquillizzato tanto, ma ho imparato che quando ci sono cose che non vanno bene o persone che ficcano il naso, bisogna metter da subito un freno alla fantasia di gioco di questi soggetti, facendogli conoscere, se necessario, anche la parte più brutale e vendicativa del proprio carattere.

E dunque annoveriamo un'altra vittoria a segno per Giorgia e l'ennesima sconfitta (dopo la lettera anonima) subita dagli avversari!!
Yeah!

5 commenti:

Anonimo ha detto...

C'è da stare attenti... pensa se per caso ti dovessero vedere mentre ti aggiri in qualche meandro della città o all'entrata di un albergo...
Ti pubblicano sul corriere della sera e adieu fidanzato.

Il Rompibloglioni ha detto...

Limiti e paletti, brava Giorgia, discorso e comportamento assolutamente irreprensibili...
Se la gente imparasse davvero a farsi i cazzi propri, senza ovviamente cadere nel menefreghismo, tutti vivremmo meglio.
Baci.

Anonimo ha detto...

Ti stavo per scrivete la stessa cosa di bella...vivere sul filo del rasoio e' eccitante...ma molto rischioso!

Sweet G. ha detto...

Ma, sapete, in realtà è gente talmente raso terra che non penso sia nemmeno mai uscita dal quartiere, figuriamoci finire in quartieri chic come quelli dei miei clienti...gli abitanti chiamerebbero subito la polizia per aver visto "un tipo sospetto"! ahaha

Rimane però il fatto che il fidanzato potrebbe mettermi alle calcagna qualcuno, ed ecco da dove viene la mia paranoia che mi fa sempre fare strade assurde guardando fisso nello specchietto retrovisore.

Bisogna stare sull'attenti, è vero, e bisogna frenare da subito i comportamenti invadenti e maligni.
Agire su più fronti e rimanere sempre con gli occhi ben aperti, questo è un obbligo, sperando di non trovarmi mai nella brutta situazione che tanto mi terrorizza :D

Un abbraccio a tutti!
G.

pincocarla ha detto...

Non preoccuparti ... dovesse essercene bisogno , invio io un contingente-speciale per difenderti .
Tu rilassati e continua a fare quello che sai fare magistralmente !!
I Trogloditi di solito si autoeliminano al primo ostacolo , non hanno capacitá di nuocere veramente .