giovedì 12 gennaio 2012

Prostituta Vs Cliente: le mie regole.

Quando lavori per passaparola ci sono dei periodi in cui rischi di sentirti un'esaminatrice che fa colloqui a giovani, talentuosi ed aspiranti corteggiatori.
Da quando sono iniziate le ferie invernali ad ora è un continuo di messaggini che si ripetono e che chiedono la mia attenzione ed udienza per vagliare ogni possibile fregatura.

"Ciao XXXX (il mio nome "d'arte") sono un amico di YYY (uno dei miei altri clienti). Mi ha parlato molto bene di te e se per te va bene vorrei conoscerti in settimana. Fammi sapere. JJJJ"


Già dal primo messaggio che mi manda un possibile cliente cerco sempre di comprendere alcuni importanti fattori.
Innanzi tutto il messaggio è standard, ormai tutti lo conoscono, e il fatto di riuscire a mantenere certe mie "regolette" dettate per distinguere i clienti "passati" da quelli che hanno il mio numero per altre ragioni, mi fa capire che la persona sa rispettare le regole date.

Poi capita spesso che chi lo scrive voglia aggiungere qualche elemento più personale, anche solo un'espressione colloquiale tipo "Innanzi tutto ti auguro buon anno!", oppure un "Spero di sentirti presto", e questo mi regala sempre ottimi elementi per classificare un minimo la persona come gentile, piuttosto che inesperto, oppure semplicemente, e capita spesso, fin troppo freddo.

Salvo che qualcuno non mi abbia già parlato del suo amico, di solito fisso un appuntamento per un telefonata.
"Puoi telefonarmi alle 14 così ci mettiamo daccordo per conoscerci!"

Se la telefonata arriva in anticipo, di solito, non rispondo nemmeno. So per esperienza che dall'altra parte c'è qualcuno che vuol soddisfare un istinto momentaneo, di fretta, senza poi però avere la certezza di voler replicare perchè un tipo così è uno istintivo, pronto a un'esperienza magari nuova, ma che non ha veramente bisogno di me e che dunque mi riempie di telefonate per poi concludere un solo incontro e sparire.



La maggior parte delle volte i miei "futuri clienti" sono abbastanza puntuali nel seguire le mie istruzioni e durante la nostra prima telefonata cerco di carpire quanto più possibile del loro carattere facendo qualche piccola ed innocua domanda.

Detto sempre i miei orari possibili, chiedo in che zona si trovano, calcolo se sono clienti che posso vedere abitualmente senza stravolgere i miei programmi.

Spesso è dagli orari che passa il filo dei problemi.

I miei sono molto rigidi per via del lavoro, mentre di solito i miei clienti sono molto più liberi di me e la maggior parte delle volte si adeguano e anzi, cambiano i propri programmi pur di vedermi.

M'è capitato, quando ero più piccina, di gente che volesse vedermi in orari in cui io proprio non potevo.
Facevo di tutto per accontentarli, dai permessi alle bugie sul lavoro.
Ora ho imparato che fin dall'inizio bisogna togliere ogni speranza a chi sta dall'altra parte, di poterti stravolgere gli orari e chiamare a piacimento.
"Mi dispiace tesoro, ma a quell'ora per me è impossibile, se vuoi spostiamo alla
settimana prossima, se sei più libero.
"

E d'improvviso si liberano tutti per accontentarmi.

Sul "regalino", come amano chiamarlo molti miei clienti, nel 99% dei casi sono tutti ben informati.
Ricordo sempre loro che non si tratta di regali, ma ho imparato ormai che amano usare quel termine per non associarsi alla loro idea (squallida, evidentemente) di cliente di prostitute.
Pensano tutti si tratti di un'avventura tra amanti, qualcosa che va oltre un semplice istinto momentaneo e che però regala l'emozione ed il piacere senza le complicazioni di impegno che richiederebbe una storia clandestina.

Ci sono cose che però spesso passano troppo inosservate ai "futuri clienti", regolette che seppur accettate in fase di conoscenza cercano sempre di aggirare dopo qualche incontro.
Ad esempio non amo la violenza e non posso ammettere che mi si lascino segni sulla pelle. Mi sembrano abbastanza ovvi i motivi, ma spesso mi ritrovo tra le gambe persone che amano schiaffeggiare o "punire" la loro bambina, e per quanto io ami profondamente questo gioco con gli amanti e i fidanzati, non posso ammetterlo con i clienti forse proprio per la mia paura di perdere il controllo della situazione.

Capita poi che accettino fin troppo alla leggera il mio comandamento supremo: tutto completamente in sicurezza, a scanso di malattie o altri effetti indesiderati.
Ma poi eccoli quasi tutti, puntuali come orologi svizzeri, che al terzo appuntamento cercano di sconfinare in terre troppo a rischio per i loro mocassini, facendo finta di "essersene dimenticati".

Lo dico sempre chiaramente, a patti non scendo.
Non vedo perchè dovrei, visto che in giro ce ne sono tante e anche migliori di me.
Più disponibili, più trasgressive, forse anche più masochiste.
Ma guardandomi indietro e avendone passate un po' di tutti i colori in questo mestiere, penso proprio di poter dire che preferisco non avere clienti per mesi che dovermi compromettere salute fisica e mentale con uno di loro solo per farlo felice.

Non siete d'accordo?

4 commenti:

Anonimo ha detto...

cercando cercando, ho trovato il secondo blog più aggiornato
http://sexonomics-uk.blogspot.com/
addirittura la trovi anche su twitter.
Bene, mi farò dare qualche ripasso in materia. Dopo due anni, mi sento sempre una principiante...
Notteeeee

pincocarla ha detto...

Yessss , G. : Sono completamente d'accordo !!!

Anonimo ha detto...

Totalmente!!!
Torno a trovarti dopo un bel po...sono stato via...ma la mia curiosita' nei tuoi confronti rimane sempre tanta!!!
Poi con questo tuo post ancora di piu'...a quando le regole per diventare un tuo perfetto amante?
Attendo con trepidazione!!!

un bacio

Sweet G. ha detto...

@Bella: non penso finiremo mai di imparare ;)
Vado subito a dare un occhio. Grazie del link!

@Carla: meno male che sei d'accordo! Ahahah

@Ispirazione: la strada è lunga e, come per ogni altra cosa, la volontà sta alla base di tutto ;) grazie per la visita!

Un abbraccio a tutti! G.