venerdì 14 ottobre 2011

Svolte...



Il fidanzato ha perso la brocca.

Ieri ha iniziato un discorso serio, tutto impettito com'era per l'evidente sforzo di programmare un cambiamento serio e importante nella sua vita, e ha iniziato a raccontarmi che a dicembre 2012 finirà di pagare le cospicue rate della macchina (un' Audi che gli costa come un Porsche), che poi per 4 o 5 mesi metterà gli stessi soldi da parte e poi...
"prendiamo un appartamento insieme!"
.

Per quanto il diavolo razionale dentro di me cercasse di suggerirmi di andarci cauta, qualcos'altro ha preso il sopravvento, ed ho urlato di gioia.
Ho passato gli ultimi dici anni a destreggiarmi tra 3 importanti storie con uomini veramente molto più grandi di me.
Una dopo l'altra, queste esperienze mi hanno convinta che gli uomini non sappiano assolutamente impegnarsi seriamente e con determinazione su un obiettivo di coppia, se non costretti da situazioni quali gravidanze non programmate o genitori autoritari che imponevano un limite temporale al periodo del cazzeggio giovanile.

Ma non pensavo che dando la possibilità ad un mio coetaneo di dimostrare il proprio valore, potessi rimanere piacevolmente stupita nello scoprire che la maturità non è affatto una questione anagrafica.

Questo giovane pulzello, invece, mi stupisce ogni giorno con la sua motivazione, la sua serietà e razionalità.
A soli 24 anni ha accumulato 9 anni di lavoro alle spalle, come ho fatto io.
Tolti tutti gli sfizi del mondo, dall'automobile costosissima alle vacanze folli, dalle serate in discoteca ubriachi agli after hour lavorativi, è ormai da un anno e mezzo che lo conosco e che lo sento ripetere che sta costruendo la sua casa, che vuol acquisire delle proprietà in Calabria, che vuol aprire un magazzino edile proprio.

E la cosa che amo di me, e che tutti i miei ex mi hanno sempre riconosciuto, è che ho come il dono di motivare le persone nel conseguire anche gli obbiettivi più difficili, al punto che spesso in passato ho trovato io per gli altri una vera passione da trasformare in fortuna.

Il mio primo fidanzato, 4 anni insieme, amava "azzardare" nuove scommesse economiche.
Gli ho fatto investire qualche centinaia di euro in capi d'abbigliamento, gli ho aperto un negozio online di moda e l'ho avviato al mondo dell'imprenditoria.

Il mio secondo fidanzato, figlio di un mondo di ricchezza e agi, non riusciva a trovare uno scopo nella vita, ricco come era nato, senza bisogno di lavorare e senza voglia di studiare.
Gli ho regalato per natale una macchina fotografica professionale e un corso di fotografia. Ora fa il fotografo in giro per il mondo e potete scommettere che diventerà "qualcuno".

E la mia terza storia "importante", durata appena il tempo per lasciarmi col cuore distrutto, mi ha visto rispedire a casa un ragazzo di paese che lottava per diventare "qualcuno" in città, nel mondo dello spettacolo, senza rendersi conto che avrebbe potuto costruire tanto nel suo paese.
"Hai i mezzi necessari per aprire una rivendita di legna accanto al magazzino edile di tuo padre, io fossi in te non ci penserei un minuto di più".
Non dimenticherò mai le ultime sere passate insieme a stilare il programma di investimento sui macchinari necessari per quel progetto.
E...indovinate un po' cosa fa ora il mio ex?
ahahah, avete capito bene! Rifornisce di legna mezza campagna romana!

La vita è proprio strana, ci regala forti emozioni anche se poi i dolori lasciano sempre un solco tremendo e insanabile.

Ho deciso ormai da tempo che io quel solco non voglio nemmeno considerarlo, e che qualsiasi cosa accada sul mio percorso, io continuerò sempre fiera e contenta di essere me stessa libera da ogni costrizione.

E ho deciso di dare una possibilità a questo splendido ragazzo, la possibilità di realizzare un sogno insieme, impiegando ogni mezzo per raggiungere il nostro obbiettivo.

E poi, chissà, vedremo la vita cosa ci riserva!

giovedì 13 ottobre 2011

World Wide Web

Nata in una famiglia di informatici e programmatori, fin da piccina ho vissuto una vita immersa nella tecnologia, fatta di "comodità" che davo per scontato e che erano entrate a far parte della mia routine.

Il televisore ha smesso di esser interessante quando avevo 13 anni ed è stato sostituito dalla banda larga, dai blog, dalla tv in streaming e dai programmi americani visti in diretta online alle 2 di notte per non perdermi l'ultima puntata del mio serial preferito.

Il mondo che mi circondava fuori di casa era avvezzo alla critica nei confronti della rete, al giudizio negativo e poco consapevole sulla blogsfera e sulle chat, che invece io frequentavo fin da piccina.

Per quanto i miei genitori siano sempre stati supervisori attenti della mia attività online, quello che ha maggiormente istillato in me sempre forte curiosità, era la fame di conoscenza, di informazione.

La rete, del resto, ha sopperito a molte delle lacune create dal discutibile percorso scolastico che mi ha accompagnata fino ai 15 anni quando, finalmente, sono riuscita ad entrare in un liceo degno di questo nome ricevendo insegnamenti da professori seri e davvero bravi.

Sono stata fortunata, al liceo, grazie al cielo indirizzata verso quella specifica sezione di quella specifica scuola.
E non possono non ammettere di aver passato 5 anni da incubo, tra ore di studio fino a notte fonda, forti ansie da prestazione (o da interrogazione) e incubi notturni sui compiti in classe.

La competizione nella mia classe è sempre stata molto forte.
Del resto in primo liceo eravamo in 31, tutte belle alunne femmine, tutte agguerrite e convinte di primeggiare.
In quinto siamo arrivate in 13, come un popolo sterminato dalla fame, la metà di noi era stato stroncato dalle bocciature.

E ripensando alla tecnologia che ha sempre invaso quasi monopolizzandola, la mia vita, era al liceo che soffrivo di più la totale assenza di uno spirito tecnologico nelle mie amiche.
L'idea che molte di loro non avevano nemmeno una connessione internet a casa mi scioccava, e la consapevolezza di non potermi fare una sessione di studio in video conferenza con le mie colleghe mi atterriva.
Mi chiedevo come e quando avrebbero preso coscienza che la vita non è solo fatta di studio ma che "arrangiarsi" e approfittare di ogni mezzo per semplificarsi la vita non è certo un reato.

Grazie al cielo poi è arrivato Facebook e, come per magia nel 2008, quando ormai il liceo era finito da più di un anno, le mie ex compagne di classe hanno acquistato un cavo, un modem, un abbonamento e sono tutte comparse in rete, quasi a dimostrare la teoria che finito il liceo si cambi davvero vita.

Talmente si cambia vita che all'università ho affrontato fin da subito il discorso "tecnologico" con i compagni e con qualcuno del primo anno abbiamo creato un forum del nostro corso.
Scambiandoci appunti e dispense, aiutandoci a vicenda, organizzando delle sessioni di videoconferenza e imponendole anche ai professori, abbiamo dato una bella svolta al modo di affrontare il mondo accademico.
Soprattutto visto che molti, come me, lavoravano già full time e non potevano certo seguire le lezioni!




Crescendo mi rendo conto come la mia elasticità mentale che aiuta l'apprendimento, si stia man mano atrofizzando.
Se non avessi studiato da sola il linguaggio html e un po' di java all'età di 14 anni, probabilmente adesso non avrei certo la capacità di mettermi a studiare da zero certe nozioni.
E vedendo il mondo che va avanti, avendo un fratello più piccolo che già lavora nel settore informatico, mi rendo conto come, nonostante gli sforzi, io rimanga sempre in dietro su molti meccanismi tecnologici che si sviluppano da un giorno all'altro e che, per molti, entrano subito a far parte del quotidiano.

Da dieci mesi, ormai, vivo da sola in un monolocale in affitto.
Niente rete telefonica vuol dire niente adsl, niente banda larga, e quindi ci si arrangia con una chiavetta internet che regala momenti di forte sconforto dovuti alla lentezza delle risposte che può regalare una rete del genere.

Lo streaming è ormai un ricordo del passato, le chat un mondo divenuto sconosciuto, le e-mail e i social network si consultano dal cellulare e quel mondo della blosfera che per tanti anni mi ha resa persino un po' celebre, l'ho abbandonato in favore di questo diario molto intimo e assolutamente anonimo che mi fa più da sfogo online che da veicolo di conoscenza.

Ed è divertente passare del tempo con il proprio fidanzato, colui che l'anno scorso non sapeva nemmeno accendere un computer, e che ora si allinea con me nel cercare di utilizzare il "giusto" questo enorme mezzo che è internet.
Inciampa ancora spesso nelle sue vecchie idee di "ricerca meccanico/telefonica" delle informazioni.
Come se la tradizione orale facesse ormai parte del proprio modo di consultare le nozioni che il mondo ha da offrire.
Ma conoscere, scoprire e curiosare sono primarie necessità per chi è nato nel mondo moderno e ha coscienza dell'immensità di notizie che ci travolge ogni giorno.

Ecco perchè ho la netta impressione che questa mia curiosità non si spegnerà mai, nemmeno se si spegnesse il World Wide Web!

mercoledì 12 ottobre 2011

Sesso, Amore e Soldi

Ci sono tre cose di cui non posso fare a meno nella vita.

Sesso, Amore e Soldi.




Mi hanno descritta spesso come una innamorata dell'amore, più che degli uomini e, per anni, mi sono ribellata a questa definizione trovandola così umiliante da rifiutarla con tutta me stessa.
Finchè poi non ho capito che in fondo forse hanno ragione, sono innamorata dell'amore perchè quando sono "single" divento una iena con progetti quali la conquista del mondo, l'uccisione di ogni concorrente in ogni campo e la coltivazione accanita di azioni eccessive e provocatorie nei confronti di tutte le regole sociali imposte.

Ma quando sono "in coppia" divento un angelo che trova la propria pace. Mi dedico al mio uomo, riscopro un equilibrio quasi etereo e adotto una stabilità che mi rende la persona più saggia dell'universo, in grado di superare grandi dolori e combattere battaglie degne di un guerriero.

Amo i soldi.
Li ho sempre amati.
Forse non è un caso che a 13 anni passassi già tutti i pomeriggi dopo scuola a lavorare e appena un anno dopo fossi l'adolescente più ricca del quartiere.
Amo guadagnare, accumulare, contare le banconote una ad una, inserendo in un foglio Excel tutti i miei conti come una vera maniaca certosina, sviscerando schemi statistici sulle mie spese per controllare qualsiasi eccesso.
Il momento che più amo è quello che precede la mia visita in banca.
Seduta sul letto riverso i miei soldi sul copri-piumino, li conto due volte, arrotolo le banconote con un elastico, compilo il modulo bancario e poi mi reco in banca a versare.

Amo il sesso.
Il sesso come sfogo di ogni istinto primordiale e il sesso come somma arte divina.
Amo creare desiderio ed aspettative per poi assecondare il partner in ogni sua fantasia.
Adoro analizzare la psicologia del mio cliente per poi sorprenderlo regalandogli esperienze che non sapeva nemmeno di desiderare.
Amo sentire ognuno di loro decantare le mie qualità e tessere lodi alla mia bravura.
Amo sentirli parlare apertamente come farebbero con uno psicologo, vedere come riesco a farli sciogliere completamente.
Amo sentirmi penetrata da un uccello eccitato mentre gli occhi del suo proprietario sono fissi su di me.
E mentre ansimo di piacere, amo vederli compiaciuti del modo in cui riescono a soddisfarmi, di come la loro virilità torni alla ribalta d'improvviso, spazzando via ogni problema della loro vita, ogni frustrazione dalle loro giornate.

Ma più di tutte queste cose amo la Libertà, irrinunciabile presupposto che mi permette di scegliere come vivere la mia vita, cosa amare senza esser costretta a scegliere.
E per quanto qualcuno insista nel propormi questa necessità come segno di poca saggezza, preferisco esser libera e immatura che saggia e schiava.

lunedì 10 ottobre 2011

Trust in Tech

Per essere una a cui non importa assolutamente nulla delle nuove mode tecnologiche, ultimamente mi sbizzarrisco fin troppo nell'acquisto degli ultimi ritrovati elettronici.

Il mio Ragazzo ha ormai superato alla grande il fatto che spesso ho bisogno di uscire con le mie amiche senza la sua presenza, mentre lui rimane da solo a casa.
Riesce finalmente a vivere la cosa con tranquillità, imparando a fidarsi giorno dopo giorno.
E, se è vero che un rapporto si costruisce sul reciproco incontro di necessità, ho deciso di virare il carattere del mio appartamento da "confetto rosa in salsa dolce" a "Alcova d'amore colma di confort tecnologici".

Così ieri, in preda ad una follia suicida, abbiamo deciso di avventurarci nella domenica di acquisti più fredda del semestre. Per amore ho superato ogni mio terrore della ressa da shopping, mentre lui era spinto quasi solamente dalla sua curiosità innata per ogni oggetto di cui non conosce le funzionalità.

Ho acquistato così il mio primo televisore.
Roba all'avanguardia, schermo sottile come un'alice, mille funzioni inutili e un prezzo talmente mini che ho dovuto lottare con le unghie per averne uno, scavalcando folle di gente urlante.
Integrando il tutto con un bel lettore DVd e un hard disk esterno, ho "capitalizzato" l'equivalente di uno o due miei appuntamenti di lavoro regalando un po' di "vivibilità" al mio appartamentino.

Lui dal suo canto è rimasto molto ferito nell'orgoglio e nella virilità quando, oltre a pagare di tasca mia qualcosa che non poteva permettersi, ha addirittura dovuto cedere a me il passo quando si trattava di istallare il TV, vista l'innata avversione che hanno gli uomini per l'inglese e per la lettura delle istruzioni.

Ora dovrò colmare il conticino in banca con nuovi impellenti rimpinguamenti, visto che il periodo è davvero uno dei più tristi, economicamente parlando.

Ieri poi si parlava già di regali di natale, con Lui che pressava per sapere che tipo d'orologio mi piacerebbe mettere al polso, e io che gli ho confessato che a natale mi aspetterei un regalo diverso.

Non ho dovuto nemmeno pronunciare una parola, perchè subito mi ha risposto che sapeva
cosa intendevo, che sono settimane che mi ripete che vuol comprarmi un anello, ma che se non lo scelgo lui non sarà mai in grado di regalarmi qualcosa che mi piaccia davvero perchè
"Tu hai gusti talmente sofisticati che ameresti oggetti che io non noterei nemmeno"

E non posso certo dargli torto.

Così gli ho confessato che non vorrei un semplice anello, ma qualcosa che possiamo mettere entrambi per urlare al mondo che non siamo più su piazza già da molto tempo.

ERo convinta di conoscere la sua reazione. Mi aspettavo qualcosa tipo "Io una fedina non la metterò mai" o "questa non è roba che fa per me".
Invece mi ha trascinata davanti ad una gioielleria dicendomi "Quelle le possiamo fare anche subito per me!"

E così ora sono tutta eccitata all'idea di dover scegliere qualcosa che vada bene ad entrambi, che non costi un occhio della testa e possa dare un segno chiaro e inequivocabile a chi da fuori ci osserva.

Speriamo solo non sia una di quelle cose che porta un'immensa sfiga!
;)

venerdì 7 ottobre 2011

Febbre

Il periodo è cruciale.
Sono super ammalata, tra raffreddore, febbre e acido lattico alle stelle per l'improvviso sforzo fisico da ripresa dello sport post-vacanze.
E così in questa settimana è iniziato il declino, partito da un ginocchio che duole fino a sembrare rotto, un naso attappato al limite dell'immaginabile e la febbre che mi fa avere quasi le allucinazioni.

Ovviamente in ufficio ci vado ugualmente, non vedo perchè rimanere a casa quando vivo da sola e se mi dovessi sentire male almeno lì ho la sicurezza di qualcuno che chiami un'ambulanza.
E ovviamente quando stai a casa dal lavoro ti criticano perchè sicuramente è tutta una scusa, quando vai al lavoro malata ti criticano perchè vuoi infettare tutti.

Così ho chiuso la porta del mio ufficio e chi vi entra lo fa a suo rischio e pericolo.

Le cose da fare sono tante, il lavoro è troppo e un solo giorno a casa mi porterebbe a degli accumuli di carte e lavoro troppo duri da superare.

Mi girano le scatole parecchio, così l'Uomo ha deciso che domani fuggiamo da Roma per un w.e. romantico in toscana.

E, tanto per ribadire il fatto che la sfiga ci perseguita, quando poteva arrivare l'autunno e i temporali? Be', ovviamente proprio quando noi ci facciamo un weekend fuori porta, no?

Comunque in tutto ciò i miei clienti sono sempre più strani.

L'altro ieri uno mi ha pagato per stare un'ora con lui.
Cosa abbiamo fatto?
Io un massaggio a lui e lui ha dormito.
Gli uomini sembrano sempre più strani.
Il sesso è sporco o inesistente.
Giochi di ruolo e fantasie, oppure semplicemente relax e svago.

Nel mio attuale delirio fisico non sono neanche in grado di sottilizzare sull'argomento, ma sono sicura che quando starò meglio qualche paginetta del mio diario online la dedicherò a queste nuove costatazioni.

Have a good w.e.!

martedì 4 ottobre 2011

Piccole attenzioni



Da qualche giorno il Fidanzato è diventato tutto assieme premuroso e "poeta" come invece aveva anticipato non sarebbe mai diventato.

E' ovvio che con gli anni e le brutte esperienze, anche io in coppia abbia imparato a comunicare ciò che voglio o vorrei con delicatezza, a esprimere i miei sentimenti e a
indagare su quelli del partner, invece di nascondere la testa sotto la sabbia come facevo prima, e cercando di risolvere i problemi che si presentano.

Onestamente non avrei mai creduto che tutte queste cavolate lette sui libri di pseudo-psicologia di coppia potessero avere un qualche fondamento.

Così ho semplicemente tentato di spiegare al mio uomo quanto io ami le attenzioni.
In realtà glielo dissi fin dal primo giorno che decidemmo di frequentarci, anzi, fin da quando eravamo solo amici.

Ma ovviamente gli uomini hanno un linguaggio diverso dal nostro così, nei mesi, diverse volte ho tirato lì battutine mirate a spiegargli cosa mi piacerebbe, finchè un bel giorno gli ho detto tutto ciò che pensavo:

"Perchè non mi dici mai che mi trovi carina?"
"Perchè non sono un poeta, te l'ho sempre detto, e se sto con te è ovvio che ti trovi carina".
"Si, ma se hai notato, quando cucino e mi fai i complimenti, mi metto lì più volentieri e la volta dopo mi impegno di più" - gli ho spiegato - "Così se ogni tanto mi dici cosa pensi di me, anche solo esteticamente, continuerò sempre a curare me stessa senza pensare che a te non importi niente se vado in giro come una vecchia zitella o se mi metto in tiro!"

Lo so, son discorsi infantili, banali e superficiali, ma io vivo delle attenzioni del mio uomo, dei suoi complimenti e del suo affetto e, per quanto ognuno abbia il suo modo di dimostrare i propri sentimenti, è bene anche spiegare alla persona che si ama cosa veramente può renderci felici anche solo per un attimo.

Ebbene, deve aver funzionato perchè ora i complimenti, seppur sempre misurati, sono fioccati tutti insieme.
Il mio sguardo raggiante che deriva da un suo segno d'affetto deve averlo colpito, perchè sembra cambiare espressione, quasi affamato di abbracci e soffocato dalla voglia di sentirmi spesso.

Allentare la corda dopo i primi mesi di una storia, è un fattore fisiologico.
Così tento di non chiamarlo spesso come prima quando sono a lavoro, so che lui è concentrato e so che quando lavora spesso è nervoso, ma questo nuovo mio atteggiamento sembra averlo reso più insicuro, spesso mi chiama lui, scherzando sul fatto che ormai non penso più a noi quando lavoro, e... "Chissà a chi pensi!"

Sono piccole attenzioni, piccoli segnali, ma come tutto ciò che lo riguarda, mi fa impazzire d'amore, mi scalda il cuore e mi fa sentire davvero desiderata.
E una cosa è certa: non baratterei mai tutto questo per nulla al mondo, nemmeno per cento milioni di euro!!

lunedì 3 ottobre 2011

Agenda fitta

C'è solo una cosa che mi tira su il morale in questi giorni, ed è il mio splendido uomo.
Non che il resto della mia vita faccia schifo, semplicemente sto passando uno di quei periodi in cui preferirei chiudermi in casa senza vedere nessuno, non ascoltare nessuna bugia per non deprimermi all'idea di vivere in un mondo veramente orribile.

Grazie al cielo esistono gli amici, quelli veri che ti trascinano fuori di casa di peso, ti costringono a divertirti finchè non ti diverti davvero e ti vengono in contro anticipando i tuoi desideri.
Così ho passato un w.e. all'insegna di uscitine brevi ma divertenti che hanno sanato un pochino il mio senso di inadeguatezza che ultimamente mi perseguita.

Se non fosse che il mio ciclo è totalmente instabile e mai puntuale, direi che i clienti si appuntino le date in cui dovrebbe venirmi per ricordarsi di non chiamarmi.
Spariscono letteralmente quando ho il ciclo, mentre per il resto del mese mi tampinano continuamente.
Da un lato preferisco così, piuttosto che dover dire no ad un appuntamento, ma dall'altro fa quasi triste sapere che ci sono intere settimane in cui non mi chiama proprio nessuno!

Comunque oggi si riprende la nostra vita di sempre, iscrizione in palestra da metter a frutto, quella di salsa è già sfruttata da due settimane, mentre ho una serie di visite mediche che terranno occupata ogni singola ora libera delle prossime settimane....speriamo di non andare ai matti con quest'agenda così fitta!